sabato 25 febbraio 2012

Conti deposito, la convenienza sta per finire?

Il fattore principale di successo dei conti deposito è la loro convenienza. Negli ultimi mesi numerose banche hanno infatti offerto ai loro clienti tassi di interessi oltre il 4% lordo spingendo molti risparmiatori a preferire il conto deposito ad altre forme di investimento.

Ma presto la situazione potrebbe cambiare. Le banche sono state “costrette” ad offrire tassi di interesse così alti per tentare di contrastare la crisi e recuperare denaro nell’immediato senza ricorrere ai prestiti. Adesso però arriva la Banca centrale europea ad alleviare le sofferenze degli istituti di credito con una seconda ondata di liquidità al tasso di favore dell’1% da restituire in tre anni. Le banche potrebbero così ritrovare la tranquillità perduta ed evitare di ricorrere ai clienti abbassando i tassi di interesse sui depositi. È probabile quindi che il 4% svanisca presto avvicinandosi ai tassi meno vantaggiosi di Bot e Btp, redditizi talvolta meno della metà dei prodotti concorrenti.

Chi possiede un conto deposito e ha già provveduto a vincolare il proprio denaro può dormire sonni tranquilli. Chi invece è ancora in cerca di un investimento sicuro e redditizio deve affrettarsi, la convenienza sta per scadere.

venerdì 17 febbraio 2012

Abi: frenano prestiti a famiglie e imprese

Concessione di finanziamenti sopra la media europea, ma in rallentamento rispetto allo scorso anno. Questi i dati raccolti dall’Associazione bancaria italiana nell’ultimo bollettino mensile.

Dalle stime emerge come sia molto più facile per i clienti bancari attivare un conto deposito piuttosto che ottenere liquidità immediata. A gennaio i prestiti concessi a famiglie e imprese non finanziarie sono stati di 1.513 miliardi di euro, contro i 1.512 di fine 2011 e i 1.488 di gennaio dello scorso anno. “Nel corso degli ultimi mesi i finanziamenti bancari a imprese e famiglie – afferma l'Abi – hanno manifestato una dinamica in rallentamento, dopo la fase di ripresa segnata nella prima parte del 2011, strettamente connesso con segnali di rallentamento ciclico dell'economia; il ritmo rimane, comunque, superiore a quello medio dell'area euro”. Rispetto ai dati europei è infatti stato registrato un +1,3%. Ma se si resta in Italia il rallentamento è subito evidente: la crescita tendenziale è dell’1,6% contro il 3,6% di fine 2011. Molto più bassa se si considera il picco di maggio 2011 con il +6,3%.

Calano i prestiti, ma aumentano i tassi di interesse. Quelli sui mutui, ad esempio, hanno superato la soglia del 4% attestandosi a gennaio al 4,15%. A dicembre del 2011 si era al 3,99%.