venerdì 30 novembre 2012

Al via la riforma condominio 2012: arriva il conto corrente dedicato



È stata approvata dal Senato la nuova riforma 2012 sulle regole condominiali. Le ultime modifiche risalgono al lontano 1942 ed è pertanto considerata una riforma epocale che tocca direttamente la vita di molti milioni di famiglie che vivono nel territorio nazionale.

Tra le principali novità troviamo il conto corrente intestato al condominio. L’apertura di tale conto corrente spetta all’amministratore. Lo stesso dovrà far transitare tutti i movimenti dei contributi per le varie spese condominiali in questo conto corrente. Ciascun condomino potrà, quindi, in maniera trasparente e costante verificare la destinazione dei propri esborsi e in maniera molto chiara e comprensibile prendere atto dell’intera gestione condominiale. Inoltre, questo importante punto della riforma evita il sorgere di incomprensioni e confusione tra il patrimonio personale dell’amministratore e quello dei condomini che gestisce.

Gli amministratori più attenti possono in aggiunta optare per l’apertura di un conto online, che permette ai condomini l’accesso diretto da casa con una semplice consultazione online tramite internet. Non dimentichiamo poi che un conto corrente online in media costa meno e quindi è un costo in meno per i condomini.

domenica 4 novembre 2012

Truffe online, dal phishing allo smishing



Avere un conto online dà diritto a molti vantaggi. Tra questi la possibilità di risparmiare grazie alle numerose offerte degli istituti di credito che permettono, ad esempio, di non pagare l’imposta di bollo in caso di accredito di pensione o stipendio, l’opportunità di veder incrementare il proprio denaro abbinando al conto corrente un conto deposito e la comodità di operare e controllare la propria situazione finanziaria direttamente da casa. E non solo da casa. Dato che quasi tutte le banche di sono ormai dotati di siti web e applicazioni che consentono l’accesso direttamente dal proprio cellulare.

Ma avere un conto online può anche creare delle preoccupazioni, poiché se non si presta la dovuta attenzione si rischia di incorrere in truffe, che si muovono al passo con lo sviluppo delle nuove tecnologie. Dopo il phishing, la classica truffa che sfrutta l’accesso dei clienti su siti web creati ad hoc con lo scopo di rubare le credenziali per passare successivamente al furto del denaro presente sul conto, la truffa si sposta sul cellulare.

Sempre più clienti sono infatti alle prese con lo smishing. Si tratta si sms che contengono le indicazioni per accedere a fantomatici siti bancari dei clienti che li ricevono. Il meccanismo è semplice: nel testo viene generalmente lanciato l’allarme su carte di credito bloccate o su conti in rosso e la richiesta è quella di sanare subito la situazione accedendo al sito della banca, attraverso il link suggerito. Per questo è importante verificare sempre la fondatezza di quanto comunicato e utilizzare accessi sicuri digitando l’url della banca, evitando di cliccare su link potenzialmente pericolosi.

lunedì 10 settembre 2012

Conto deposito, come scegliere il migliore?


Districarsi nel caos del mondo economico non è semplice. La poca trasparenza di alcuni istituti di credito e l'ignoranza finanziaria di molti clienti non agevola nella scelta del prodotto bancario più adatto alle proprie esigenze.

Eppure l'argomento è piuttosto rilevante, considerato che con le scelte giuste è possibile amministrare al meglio i propri risparmi e beneficiare dei frutti di investimenti corretti. Come nel caso della scelta del conto deposito, un prodotto tendenzialmente a costo zero che permette di maturare interessi sulla base dell'importo accantonato. Ma come scegliere quello giusto? I fattori da tenere in considerazione sono molteplici: dagli eventuali costi dell'imposta di bollo ai tassi di interessi applicati, dalla possibilità di vincolare gli importi per periodi che oscillano generalmente dai 3 ai 48 mesi per ottenere guadagni più alti all'opportunità di avere il proprio denaro subito disponibile se necessario.
 
Dato il successo del conto deposito, sempre più banche stanno diversificando le loro offerte mettendo a disposizione dei propri clienti una variegata gamma di prodotti finanziari e valutare correttamente tutte le opzioni diventa praticamente impossibile. Per questo un valido aiuto viene offerto dai siti di comparazione, come Contosulconto, che con pochi click offrono a chi ne fa richiesta le migliori alternative presenti sul mercato. Accedervi è semplice: oltre al sito web è infatti possibile scaricare l'applicazione e avere tutte le informazioni necessarie direttamente sul proprio iPhone o iPad.

venerdì 3 agosto 2012

Ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario, resi noti i dati del 2011


Non sempre i clienti sono soddisfatti della propria banca. Nei casi più semplici la soluzione più immediata può essere il cambio di istituto di credito, ma quando le problematiche sono maggiori i consumatori possono beneficiare di un’interessante strumento di risoluzione stragiudiziale. Si tratta dell’Arbitro Bancario Finanziario, al quale ci si può rivolgere in caso di controversie sorte tra i consumatori e gli istituti finanziari.

Secondo i dati resi noti dalla Banca d’Italia, l’Abf ha adottato ben 4.548 decisioni, di cui 2.760 nel solo 2011, e nel 62% dei casi si è espresso in favore dei consumatori. Del totale dei ricorsi presentati durante lo scorso anno, il 67,3% riguardava banche (spa, popolari, estere e di credito cooperativo) e il 16,4% Poste Italiane, che con 481 ricorsi tiene la testa della classifica. Seguono Unicredit con 339 ricorsi, Intesa Sanpaolo con 228, Banca Nazionale del Lavoro con 187, Monte dei Paschi di Siena con 179, Barclays con 158, Fiditalia con 116.

Se si guarda alla motivazione per cui ci si rivolge all’Abf il primato, nel mondo dei finanziamenti, spetta ai mutui con una percentuale nel 2011 del 12,8%. Seguono il credito al consumo, la cessione del quinto e apertura di credito. Nel settore della raccolta primeggia il conto corrente con il 14% e a seguire il deposito in titoli e il conto deposito. Negli strumenti e servizi di pagamento il record spetta alla carta di credito con l’11,3%. A breve distanza il bancomat e dietro gli assegni e i bonifici.

domenica 17 giugno 2012

Mutui, erogato solo il 50% del costo della casa

Precarietà economica, costi degli immobili elevati e difficoltà ad ottenere un mutuo dalle banche. Sono questi i principali fattori che rendono sempre più complicato avventurarsi nell’acquisto della casa.
 
L’ultima ricerca sul mondo dei mutui arriva dall’ufficio studi del sito di mediazioni creditizie Mutui.it che ha analizzato oltre 12mila richieste pervenute dai clienti tra i mesi di ottobre 2011 e aprile 2012. I dati emersi parlano chiaro: per la prima volta il cosiddetto “loan to value”, ovvero il rapporto tra l’importo erogato dalle banche e l’effettivo costo dell’appartamento, è sceso sotto la soglia del 50%, attestandosi esattamente al 49%. “Per quel che riguarda l’acquisto della prima casa, siamo sotto la soglia psicologica del 50% – ha commentato Lorenzo Bacca, responsabile business unit di Mutui.it – e questo ci dice che oggi chi vuol comprare la sua prima casa deve aver risparmi per oltre la metà del suo valore. È un dato preoccupante che ci impone di sperare in una veloce inversione di tendenza”.
 
Alla base di questa tendenza due orientamenti differenti. Il primo da parte delle banche, sempre più restie a concedere mutui consistenti, tanto che la cifra media erogata tra ottobre ad aprile è del 13%, passando da 127 a 112 mila euro. Dall’altra parte si assiste ad un atteggiamento meno rischioso da parte dei clienti, che consci della situazione economica attuale tendono sempre più a non sobbarcarsi di mutui troppo elevati. Nel corso del periodo analizzato, infatti, la somma media richiesta è passata da 143 a 139 mila euro, in calo del 3%.

venerdì 6 aprile 2012

Bankitalia: più raccolta bancaria e meno prestiti

Nonostante la leggera diminuzione dei tassi di interesse che alcune banche hanno già messo in atto nel settore del conto deposito, la raccolta bancaria torna ad aumentare, segnando uno +0,5% a febbraio contro il -0,7% del mese precedente. In crescita anche la raccolta di obbligazioni che a gennaio era al 16,4% per passare nel mese successivo al 17,7%.

Inversa, invece, la situazione dei prestiti. A febbraio il tasso di crescita dei prestiti a famiglie e imprese è diminuito dell’1,3% dall’1,7% di gennaio. “Il rallentamento - si legge nella nota della Banca d'Italia che ha diramato i dati - è spiegato principalmente dalla diminuzione del tasso di crescita dei prestiti alle società non finanziarie (0,9% dall’1,4% di gennaio), mentre il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie flette in misura leggermente inferiore (2,7% dal 3,1%)”. E proprio i tassi di interesse per i prestiti alle società non finanziarie segnano un ribasso: in modo più consistente quelli per i prestiti di importi che superano un milione di euro, passati dal 3,47% al 3,09%, ma seppure in modo diverso anche quelli per importi inferiori che dal 5,01% sono arrivati al 4,96%.

Aumentano invece le difficoltà per i mutuatari. Chi si appresta ad acquistare una nuova abitazione dovrà fare i conti con tassi di interessi al 4,61%, in salita rispetto a quelli di gennaio che si attestavano al 4,55%.

domenica 25 marzo 2012

Cgia: banche concedono prestiti solo a grandi imprese

Avere rapporti con le banche non sempre è facile, specie se si è in difficoltà economiche e non si rientra nella categoria dei grandi colossi aziendali. Così la semplicità con cui si apre, ad esempio, un conto on line diventa un miraggio quando ci si rivolge agli istituti di credito per ottenere un prestito.

A sollevare la questione, già più volte affrontata, è la Cgia di Mestre che spiega come sugli oltre 1.400 miliardi di euro che le banche hanno destinato a famiglie e imprese, il 79,4%, ovvero 1.134 miliardi di euro, è stato erogato al 10% dei maggiori affidatari, cioè alle grandi imprese. Una percentuale dello 0,7% in più rispetto all’anno precedente. Ma qual è il motivo alla base di questa scelta? Dai dati emerge che non si tratta dell’affidabilità. Su un importo complessivo di 99,5 miliardi di euro di mancati rientri alle banche, il 78,3% - ben 77,9 miliardi – è riconducibile al primo 10% dei maggiori affidatari. “Nei rapporti tra banche ed imprese – spiega il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – tutto è paradossalmente capovolto: chi riceve la quasi totalità dei prestiti presenta livelli di affidabilità bassissimi. Per contro, chi rappresenta la totalità del mondo delle imprese e dimostra di essere un buon pagatore riceve le briciole”.

Ad incidere sulla concessione dei prestiti potrebbero essere i condizionamenti della grandi imprese. “Non vorremmo – conclude Bortolussi - che questa singolarità fosse dovuta al fatto che nella grande maggioranza dei casi nei consigli di amministrazione dei più importanti istituti di credito italiani sono presenti proprio questi grandi capitani di industria o manager a loro molto vicini”.

domenica 18 marzo 2012

Mutui, -7,9% nel 2011 rispetto a un anno prima

In tempo di crisi, si sa, risparmiare diventa un obbligo. Lo sa bene una buona fetta di italiani che nell’ultimo anno ha rinunciato all’acquisto della prima casa, secondo gli ultimi dati dell’Istat.

Dai dati emersi dall’ultima indagine dell’istituto di ricerca, nei primi nove mesi del 2011 il numero totale di mutui è diminuito del 7,9% rispetto allo stesso periodo del mese precedente, del 4,2% per quelli garantiti da ipoteca e del 13,4% per quelli senza costituzione di ipoteca immobiliare. Tanti i fattori che hanno contribuito al calo: la chiusura da parte degli istituti di credito che richiedono ai clienti sempre più garanzie, gli aumenti di spread e tassi di interessi che hanno reso gli importi delle rate mensili insostenibili.

Ma non per tutti ottenere un mutuo è così complicato. Una nicchia di privilegiati può infatti approfittare di condizioni bancarie invidiabili. Sono i parlamentari italiani che – come emerso dal video-denuncia dell’Onorevole Franco Barbato – possono beneficiare di tassi di interesse fermi addirittura all’1,57% nel caso del variabile, ma comunque sempre al di sotto di quelli offerti ai “comuni cittadini”. E il mutuo non è l’unico privilegio. I parlamentari non hanno infatti la necessità di vagare alla ricerca del conto corrente migliore, magari optando per un conto on line, notoriamente più vantaggioso. Scegliendo infatti di aprire il conto direttamente nella banca di Montecitorio si ottiene un prodotto imbattibile. A costo zero.

giovedì 8 marzo 2012

Carte di credito, al via i pagamenti tramite smartphone

Registratore di cassa addio? Forse. È stata infatti presentata Square Register, l’applicazione in grado di leggere le carte di credito e permettere quindi i pagamenti ai negozianti, ma anche lo scambio di denaro tra privati.

Lo sviluppo tecnologico legato al settore bancario non smette, dunque, di stupire e i tempi in cui veniva inaugurato il conto online sembrano già lontani. La nuova nata di casa Square permette a smartphone e tablet di sostituire i vecchi registratori di cassa e consentire le transazioni con i più noti circuiti di pagamento, come Visa, Mastercard, American Express e Discover. Le commissioni applicate attualmente sono del 2,75%. Nessun costo invece per chi decide di scaricare l’applicazione che è possibile trovare sull’Apple Store e sul Market di Android. E chi effettuerà la registrazione su Square Register riceverà in omaggio anche il lettore di carte di credito.

Il funzionamento della nuova applicazione è molto semplice: il lettore di carte di credito va inserito nell’uscita audio del dispositivo ed una volta effettuata la transazione la firma avviene in modo digitale direttamente sullo schermo dello smartphone o del tablet. Ma Square Register non offre solo la possibilità di fare i pagamenti. Grazie al sistema di localizzazione sarà infatti possibile ricevere le offerte commerciali dei negozi della zona.

sabato 25 febbraio 2012

Conti deposito, la convenienza sta per finire?

Il fattore principale di successo dei conti deposito è la loro convenienza. Negli ultimi mesi numerose banche hanno infatti offerto ai loro clienti tassi di interessi oltre il 4% lordo spingendo molti risparmiatori a preferire il conto deposito ad altre forme di investimento.

Ma presto la situazione potrebbe cambiare. Le banche sono state “costrette” ad offrire tassi di interesse così alti per tentare di contrastare la crisi e recuperare denaro nell’immediato senza ricorrere ai prestiti. Adesso però arriva la Banca centrale europea ad alleviare le sofferenze degli istituti di credito con una seconda ondata di liquidità al tasso di favore dell’1% da restituire in tre anni. Le banche potrebbero così ritrovare la tranquillità perduta ed evitare di ricorrere ai clienti abbassando i tassi di interesse sui depositi. È probabile quindi che il 4% svanisca presto avvicinandosi ai tassi meno vantaggiosi di Bot e Btp, redditizi talvolta meno della metà dei prodotti concorrenti.

Chi possiede un conto deposito e ha già provveduto a vincolare il proprio denaro può dormire sonni tranquilli. Chi invece è ancora in cerca di un investimento sicuro e redditizio deve affrettarsi, la convenienza sta per scadere.

venerdì 17 febbraio 2012

Abi: frenano prestiti a famiglie e imprese

Concessione di finanziamenti sopra la media europea, ma in rallentamento rispetto allo scorso anno. Questi i dati raccolti dall’Associazione bancaria italiana nell’ultimo bollettino mensile.

Dalle stime emerge come sia molto più facile per i clienti bancari attivare un conto deposito piuttosto che ottenere liquidità immediata. A gennaio i prestiti concessi a famiglie e imprese non finanziarie sono stati di 1.513 miliardi di euro, contro i 1.512 di fine 2011 e i 1.488 di gennaio dello scorso anno. “Nel corso degli ultimi mesi i finanziamenti bancari a imprese e famiglie – afferma l'Abi – hanno manifestato una dinamica in rallentamento, dopo la fase di ripresa segnata nella prima parte del 2011, strettamente connesso con segnali di rallentamento ciclico dell'economia; il ritmo rimane, comunque, superiore a quello medio dell'area euro”. Rispetto ai dati europei è infatti stato registrato un +1,3%. Ma se si resta in Italia il rallentamento è subito evidente: la crescita tendenziale è dell’1,6% contro il 3,6% di fine 2011. Molto più bassa se si considera il picco di maggio 2011 con il +6,3%.

Calano i prestiti, ma aumentano i tassi di interesse. Quelli sui mutui, ad esempio, hanno superato la soglia del 4% attestandosi a gennaio al 4,15%. A dicembre del 2011 si era al 3,99%.