venerdì 3 agosto 2012

Ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario, resi noti i dati del 2011


Non sempre i clienti sono soddisfatti della propria banca. Nei casi più semplici la soluzione più immediata può essere il cambio di istituto di credito, ma quando le problematiche sono maggiori i consumatori possono beneficiare di un’interessante strumento di risoluzione stragiudiziale. Si tratta dell’Arbitro Bancario Finanziario, al quale ci si può rivolgere in caso di controversie sorte tra i consumatori e gli istituti finanziari.

Secondo i dati resi noti dalla Banca d’Italia, l’Abf ha adottato ben 4.548 decisioni, di cui 2.760 nel solo 2011, e nel 62% dei casi si è espresso in favore dei consumatori. Del totale dei ricorsi presentati durante lo scorso anno, il 67,3% riguardava banche (spa, popolari, estere e di credito cooperativo) e il 16,4% Poste Italiane, che con 481 ricorsi tiene la testa della classifica. Seguono Unicredit con 339 ricorsi, Intesa Sanpaolo con 228, Banca Nazionale del Lavoro con 187, Monte dei Paschi di Siena con 179, Barclays con 158, Fiditalia con 116.

Se si guarda alla motivazione per cui ci si rivolge all’Abf il primato, nel mondo dei finanziamenti, spetta ai mutui con una percentuale nel 2011 del 12,8%. Seguono il credito al consumo, la cessione del quinto e apertura di credito. Nel settore della raccolta primeggia il conto corrente con il 14% e a seguire il deposito in titoli e il conto deposito. Negli strumenti e servizi di pagamento il record spetta alla carta di credito con l’11,3%. A breve distanza il bancomat e dietro gli assegni e i bonifici.

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