Non
sempre i clienti sono soddisfatti della propria banca. Nei casi più semplici la
soluzione più immediata può essere il cambio di istituto di credito, ma quando
le problematiche sono maggiori i consumatori possono beneficiare di
un’interessante strumento di risoluzione stragiudiziale. Si tratta dell’Arbitro Bancario Finanziario, al quale
ci si può rivolgere in caso di controversie sorte tra i consumatori e gli
istituti finanziari.
Secondo
i dati resi noti dalla Banca d’Italia, l’Abf
ha adottato ben 4.548 decisioni, di cui 2.760 nel solo 2011, e nel 62% dei casi
si è espresso in favore dei consumatori. Del totale dei ricorsi presentati
durante lo scorso anno, il 67,3% riguardava banche (spa, popolari, estere e di
credito cooperativo) e il 16,4% Poste Italiane, che con 481 ricorsi tiene la
testa della classifica. Seguono Unicredit con 339 ricorsi, Intesa Sanpaolo con
228, Banca Nazionale del Lavoro con 187, Monte dei Paschi di Siena con 179,
Barclays con 158, Fiditalia con 116.
Se
si guarda alla motivazione per cui ci si rivolge all’Abf il primato, nel mondo
dei finanziamenti, spetta ai mutui con una percentuale nel 2011 del 12,8%.
Seguono il credito al consumo, la cessione del quinto e apertura di credito.
Nel settore della raccolta primeggia il conto corrente con il 14% e a seguire
il deposito in titoli e il conto deposito. Negli
strumenti e servizi di pagamento il record spetta alla carta di credito con
l’11,3%. A breve distanza il bancomat e dietro gli assegni e i bonifici.

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