sabato 31 agosto 2013

Province “esose” sulla RC auto: imposta in calo solo ad Aosta, Firenze, Trento e Bolzano

Benché non se ne possa fare a meno, la maggior parte dei contribuenti si lamente dei forti costi delle assicurazioni. Mentre si inizia a riunciare ad assicurazioni particolari, le polizze auto e moto sono obbligatorie, ad esempio,  e molti prendono la difficile decisione di lasciare l'auto in garage.
Le nuove frontiere di internet permettono di poter accedere a servizi che contrappongono le assicurazioni moto on line e le assicurazioni auto online tra loro, in modo che il contraente possa decidere in tutta calma quale è la più accessibile alle proprie tasche. Tuttavia ciò non basta, i costi risultano altissimi.

Come se non bastasse, sull’increscioso fenomeno del caro-polizza delle assicurazioni auto ci si mettono anche le Province a far lievitare ulteriormente i costi a carico degli automobilisti italiani. Da maggio 2011, infatti, sono ben il 70% gli Enti provinciali ad aver aumentato l’aliquota dell’imposta sulla RC auto, portandola dal 12,5% del periodo precedente il D. Lgs. 68/11 fino al 15 o in alcuni casi addirittura al 16% (il massimo concesso dalla normativa. Le Province italiane sul cui territorio la RC auto è diventata ancora più “pesante” da sostenere sono 77 (zu 102), come riportato in una recente nota del Dipartimento finanze del Ministero dell’Economia.

Fortunatamente per alcuni automobilisti c’è comunque sempre chi si distingue anche in senso contrario, come nel caso delle Province autonome di Trento e Bolzano, Aosta e persino Firenze, dove gli amministratori provinciali hanno scelto di non opprimere ulteriormente un mercato dell’auto già bisognoso di misure di rilancio e sostegno anche attraverso una minore pressione fiscale sui titolari delle assicurazioni. Già virtuose per tradizione, Trento e Bolzano hanno fissato l’aliquota al 9,5%, battute da Aosta con il record al ribasso del 9%, mentre Firenze ha rappresentato una novità positiva con l’11%.

Vi sono poi 16 Province che non hanno preso iniziative né in un senso né nell’altro, dunque senza rincari o sconti, decidendo semplicemente di confermare il 12,5% dell’anno precedente: Avellino, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Como, Cuneo, Frosinone, Isernia, Latina, Padova, Reggio Calabria, Roma, Sondrio, Taranto, Varese, Vicenza e Viterbo.

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